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Storie di Firenze e di Fiorentini

Shapes of Reality, la mostra di Carole Feuerman a Firenze

Carole Feuermann 1Aria Art Gallery è lieta di presentare, negli spazi di Borgo Santi Apostoli, una nuova ed emozionante mostra personale dell’artista statunitense Carole A. Feuerman che inaugura il prossimo 30 Aprile e che si potrà visitare fino al 20 giugno. Guarda alle Shapes of Reality l’artista, e ritorna nella città del Rinascimento per riscoprire la bellezza e l’eleganza che è nascosta dentro a ogni forma e come i grandi maestri dell’arte antica plasma emozioni impresse negli sguardi, nei gesti, nelle espressioni dei volti sognanti.

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Firenze Expo 2015

Firenze Expo Dome 2015 3Le eccellenze fiorentine per Expo 2015 si trovano sotto la Cupola del Duomo. Non (solo) quella originale, ma una riproduzione hi tech alta otto metri e mezzo e larga sei: I_Dome. All’esterno riprodurrà la forma dell’opera del Brunelleschi, con materiali specchiati e tecniche contemporanee, all’interno presenterà attraverso sistemi multimediali il “saper fare” del territorio: i visitatori potranno immergersi in immagini, suoni e atmosfere tipiche del Cinquecento, rivedere gli affreschi della Cupola attraverso il video mapping, e scoprire la città e le aziende di oggi, interagendo con 8 monitor touch screen.

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Storia della bandiera di Firenze

Palazzo Vecchio BandiereIn antichità il giglio di Firenze che campeggiava sulla bandiera della città era bianco su sfondo rosso. Le origini di questo simbolo partono, indicativamente, dall'avvento della Repubblica Fiorentina intorno al 1115. Nel luglio del 1251, quando gli scontri tra ghibellini e guelfi portarono alla cacciata dei primi, il governo guelfo decise di invertire i colori, adottando quelli che tutt'ora sono simbolo della città. In questo modo riuscirono a non privarsi del glorioso emblema, ma al contempo mostrarono un evidente e decisivo cambiamento nel regime politico.

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La conquista di Siena

Conquista di Siena Giovanni Stradano Scudo con la battaglia di Scannagallo Rotella Odescalchi 1560 circa. Roma Museo di Palazzo VeneziaIl 17 aprile 1555 il governo repubblicano senese sigla con Cosimo de' Medici i capitoli della resa. L'atto però non pone fine alla guerra, il conflitto termina in maniera definitiva solo nel 1559 con gli accordi di Cateau Cambrésis. I capitoli sono firmati da Cosimo in nome di Carlo V. La clausola più odiata dai senesi fu quella che prevede Siena sotto la protezione del Duca Medici e quella del Sacro Romano Impero. L'interesse di Cosimo per la città del palio è dovuto al importanza geografica e politica della città, con l'annessione il Duca avrebbe: elevato il suo status a quello di principe all'interno del sistema dinastico italiano e risolto il problema dell'ostile repubblica, pericolosa per il sostegno che poteva dare ai fuoriusciti fiorentini.

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Dolce Firenze

Pellegrino Artusi, celebre gastronomo romagnolo (1820-1911), scelse Firenze come sua seconda patria e in San Miniato al Monte egli riposa. La ricetta del dolce Firenze è tratta dalla sua opera più famosa “La Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene” ed ha questa premessa: “Avendolo trovato nell'antica e bella città dei fiori senza che alcuno siasi curato di dargli un nome, azzarderò chiamarlo dolce Firenze; e se, per la sua modesta natura, esso non farà troppo onore alla illustre città, può scusarsi col dire: Accoglietemi come piatto da famiglia e perché posso indolcirvi la bocca con poca spesa”.

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Caterina de' Medici, la regina nera di Francia

Caterina de MediciIl 13 aprile 1519 nasce a Firenze Caterina de' Medici figlia di Lorenzo II de' Medici, duca di Urbino e di Madeleine de la Tour d'Auvergne. Dopo poche settimane dalla sua nascita perse ambedue i genitori. Fin da piccola l'orfana diventò un oggetto prezioso della politica matrimoniale di casa Medici e a quattordici anni sposa Enrico II Valois, secondo genito di Francesco I re di Francia, per volere del papa Clemente VII, suo zio. Nel 1547 viene incoronata regina di Francia. Alla morte del marito Enrico II e del suo figlio primogenito, Caterina de’ Medici diventa reggente e cerca di riappacificare protestanti e cattolici, per riuscici fa sposare sua figlia Margherita a Enrico III di Navarra, nobile protestante, da qui nasce la leggenda nera: la notte tra il 24 e il 25 agosto 1572 si tiene il massacro della notte di San Bartolomeo, dove migliaia Ugonotti arrivati per queste nozze di pacificazione, vengono uccisi indiscriminatamente a Parigi e in provincia. Non è certo che sia stata lei a dare l'ordine di sopprimere i capi ugonotti, di fatto passa alla storia con un'impronta negativa.

 

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All'Accademia delle Arti del Disegno la mostra dei gioielli di Stefano Alinari

L’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, il 16 aprile 2015 alle ore 17.00 ospita i disegni-progetti ed i gioielli del Maestro orafo Stefano Alinari che hanno illustrato i 12 racconti di Alessandro Ubertazzi, Professore Ordinario di Disegno Industriale presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze ed autore del libro intitolato “Dodici esseri fantastici che ho incontrato”. Il volume è stato ispirato proprio da Stefano Alinari che aveva chiesto al nostro professore “qualche riferimento originale per una sua nuova collezione di gioielli da mostrare al pubblico durante una serie di esposizioni che si sarebbero realizzate in Italia ed all’Estero”.

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La tradizione fiorentina che risale alla prima Crociata: lo scoppio del carro

Nel 1095  sotto Urbano II, a seguito del concilio di Clermont,  i cristiani di tutta Europa si mobilitarono per liberare la Terra Santa dai musulmani. L’esercito dei crociati era costituito in totale da 40.000 soldati; questi uomini si riconoscevano con l’appellativo di “crociati” dalla croce rossa cucita sulla spalla destra della tunica bianca che ricopriva la loro armatura. La croce rossa era un simbolo del loro pellegrinaggio, dei voti contratti e  testimonianza visiva anche del sacrificio che i crociati erano pronti a compiere versando il loro sangue  per salvare i fratelli cristiani d'Oriente. Il duca Goffredo di Buglione,  alla testa del proprio esercito detto “dei nobili”, composto da 12.000 uomini - di cui 2.500 fiorentini -  portò i cristiani alla vittoria conquistando la città di Gerusalemme e il Santo Sepolcro. Durante l’assedio alla città di Gerusalemme, durato dal 7 giugno al 15 luglio 1099,  il valoroso soldato fiorentino, Pazzino de’ Pazzi, dimostrò il proprio coraggio scalando a mani nude ed espugnando per primo le mura della Città Santa.

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Abbraccia il Battistero di Firenze

Abbraccia il Battistero smallPiazza del Duomo e i suoi monumenti costituiscono un patrimonio unico che appartiene a tutti, e che tutti dovrebbero difendere. È con questo spirito e comune intento che nasce la collaborazione fra Unicoop Firenze e Opera di Santa Maria del Fiore - la onlus che tutela, promuove e valorizza il patrimonio artistico della Cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze. "Abbraccia il Battistero" è il nome dell'iniziativa che prende il via a gennaio nei punti vendita Unicoop Firenze, dove i soci troveranno banchetti informativi presso i quali fare una donazione libera di minimo 5 euro, donazione che può essere effettuata anche alle casse attraverso i punti della carta socio.

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Storia del Brindellone dei Fiorentini

brindellone firenzeA Firenze la parola è divenuta sinonimo di un ragazzo piuttosto alto, poco furbo e mal vestito, prendendo origine dal carro trainato davanti al Duomo il giorno di Pasqua. Ecco la storia del Brindellone e del suo "nascondiglio"“. Passando per il Prato, poco distante dall’omonima porta, vi sarà capitato di notare un’enorme parete di legno. E’ qui che, al numero civico 48, si trova il gigantesco portone che nasconde al suo interno un deposito molto speciale: la “casa” del Brindellone, il celebre carro che, ogni anno per Pasqua, da qui viene condotto da una coppia di buoi fino al Duomo. Ed è proprio dal deposito che ha inizio il trionfale corteo che da il Prato accompagna il Brindellone fino al cuore del centro fiorentino. Anticamente il carro, molto più piccolo e semplice di quello attuale, subiva molti danni a causa del tradizionale scoppio, tanto da dover essere restaurato ogni volta. Quando nel 1494, in seguito alla cacciata dei Medici da Firenze, i Pazzi rientrarono in possesso dei loro vecchi privilegi, non ultimo quello dell’organizzazione del Carro del Sabato Santo, decisero di apportarvi qualche modifica.

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